ENNESIMO EPISODIO DI ASSOCIAZIONE A DELINQUERE NELLE VICENDE DELLA GESTIONE DEI CENTRI PER MIGRANTI
Si allarga sempre più lo scandalo dell’accoglienza delle "persone in cammino" che da anni affligge la più occidentale delle province liguri: quella Imperia, città nata sotto il regime fascista dall’unione tra Oneglia e Porto Maurizio, da sempre feudo della Democrazia Cristiana e dei suoi derivati.
A darne conto è il sito informativo locale Riviera 24, presente alla conferenza stampa della mattina di mercoledì diciassette luglio, convocata dagli organi inquirenti per scoperchiare un altro pezzo di questa terribile storia, e condotta dal Procuratore aggiunto, dottoressa Grazia Pradella.
L’accusa a carico della cooperativa piemontese che gestisce i due centri di accoglienza di San Remo e Vallecrosia, è “associazione a delinquere”: secondo la Procura i dirigenti avrebbero sottratto per scopi personali tra il cinquanta e il settanta per cento di quanto stanziato per i migranti i quali, in sovrappiù, erano “trattati come bestie”.
In manette sono finiti Gianni Morra, 62 anni, residente a Cuneo, considerato il personaggio chiave dell’organizzazione criminosa; la sua compagna Manuela De Mita, 48 anni, di Asti; Guido Tabasso, 67 anni, avvocato di Torino, col ruolo di consulente e Antonella Morra, 58 anni, residente a Cuneo.
Per la precisione, per i primi tre il reato contestato è quello di cui sopra, mentre per la Morra si tratta di “semplice” autoriciclaggio: questo, però, non può certo diminuire le sue responsabilità in una storia che probabilmente è soltanto la punta dell’iceberg.
Se qualcuno ancora si chiedesse perché sostenere la lotta dei movimento No Borders, per provvedere direttamente alle necessità dei migranti senza dover passare per canali ufficiali legati alla Chiesa o a strutture dal comportamento non limpido, crediamo che questo episodio possa risultare illuminante.
Bosio (Al), 18 luglio 2019
Stefano Ghio - Proletari Comunisti Alessandria/Genova
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